Morano Calabro è uno dei centri storici più suggestivi e più intatti di tutta la provincia cosentina. Situato in posizione strategica sulle pendici del massiccio del Pollino, ai confini settentrionali della Calabria, è un borgo altamente scenografico per le case addossate le une alle altre in un tessuto compatto che nasconde viuzze tortuose, archi, scalinate, piazzette, chiese e sottopassi, spesso scavati nella roccia, e che ricopre fino in cima una collina di forma particolarmente conica. Sullo sfondo, i monti Pollino, Serra Dolcedorme e Serra de Prete, tutte cime ben oltre i 2.000 mt, per un mix incredibile di bellezze naturali e artistiche che hanno permesso a Morano di entrare a far parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia. La visione d’insieme è in effetti senza dubbio quella di un presepe e gli abitanti del borgo si sono ormai con orgoglio abituati a sentir parlare del loro come un paese-presepe.

Morano Calabro vista

Origini di Morano Calabro

Il primo riferimento storico alla cittadina di Morano è una pietra miliare rinvenuta a Polla, risalente al 132 a.c., che riporta il nome Muranum. È chiara quindi l’origine in epoca romana del borgo, che pare fosse abitato già nel 300 a.c. Sembrerebbe da escludere l’ipotesi che l’origine del nome del borgo derivi dalla battaglia del 1076 nella quale i moranesi sconfissero un’orda di saraceni (i mori, appunto) portando la testa mozza del condottiero saraceno in trionfo per le strade del paese, sebbene lo stemma cittadino, con la testa di un moro sopra tre colli, ricordi proprio tale battaglia.
Morano Calabro ebbe, sotto il Regno di Napoli, un’importanza notevole e soprattutto nel 1700 conobbe un fiorente sviluppo artistico ed architettonico, è per questo che quasi inaspettatamente questo sperduto borgo conserva una gran quantità di opere d’arte, figlie di artisti di primo piano come Pietro Bernini e Bartolomeo Vivarini.

Cosa vedere a Morano Calabro

Ma procediamo con ordine e facciamo una passeggiata (assolutamente non esaustiva) tra le bellezze del borgo, procedendo dalla parta bassa di Morano, dove si trova la Chiesa di San Bernardino da Siena, risalente al 1400, eretta in stile tardo-gotico come monastero dei francescani fondato da Pietro Antonio Sanseverino, feudatario di Morano. All’interno, oltre ad un soffitto ligneo a carena di nave, unico nel suo genere in Calabria, troviamo un pulpito intagliato con figure di santi, risalente al 1611, una Vergine del 600 dipinta da Daniele Russo, una statua di San Bernardino anch’essa risalente al 600 ed un pregevole coro ligneo intagliato nel 1500.
Poco più su, affianco al Municipio, si trova la Collegiata della Maddalena, tra le più grandiose chiese barocche in Calabria. Edificata tra il 1500 ed il 1700, è a buon diritto una vera e propria chiesa-museo, nella quale è conservata l’opera più prestigiosa del patrimonio artistico cittadino: il polittico di Bartolomeo Vivarini. Ma qui si trovano anche: quattro dipinti sulla vita di Maria Maddalena risalenti alla fine del 1500, opera del pittore spagnolo Pedro Torres; una statua marmorea della Madonna degli Angeli realizzata agli inizi del 1500 dal siciliano Antonello Gagini; un pulpito di noce decorato a intagli e intarsi risalente al 1792 ad opera dell’intagliatore napoletano Agostino Fusco, che realizzò tante altre opere per le altre chiese di Morano; due angeli  in marmo bianco attribuiti a Pietro Bernini o ad un suo allievo; una statua marmorea di Maria Maddalena, realizzata nella prima metà del 1600 ad opera forse di Cosimo Fanzago, posizionata fra i decori dell’altare maggiore. Non v’è dubbio di non vedere la Collegiata della Maddalena, si può infatti scorgere da ogni angolo del paese ed identificare immediatamente grazie alla sua cupola ed al suo campanile (costruiti sul finire del 1700 e agli inizi del 1800), ricoperti nel 1862 da brillanti mattonelle maiolicate gialle e verdi, in pieno stile campano.
Morano Calabro - CastelloPoco distante vale una visita la Cappella di Santa Maria del Carmine dove è esposta una raccolta di opere d’arte sacra: un percorso dal Quattrocento all’Ottocento di opere recuperate, restaurate e tornate a Morano per essere rese fruibili.
Da qui ci si può inoltrare nell’intricato labirinto di vicoli, archi e scalinate che salgono verso l’alto e fermarsi nel punto panoramico di Porta Ferrante, da dove si può godere di una suggestiva vista sui monti del Pollino, sui paesini limitrofi e sui tetti del quartiere San Nicola, chiamato anche “Giudea” un tempo abitato da una comunità ebraica. Alla chiesa di San Nicola che si trova in questo rione è legata una antica curiosità: il livello superiore della chiesa, edificato a metà del 1400, è sovrapposto ad un livello inferiore di epoca più antica e pare che gli ebrei, mescolandosi ai cattolici, transitassero attraverso la parte superiore per recarsi poi a pregare di nascosto al livello inferiore, utilizzato come sinagoga segreta.

Nel Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia è esposta una raccolta di attrezzi, oggetti d’uso domestico, abiti, materiale fotografico e utensili vari della cultura agropastorale di Morano e del Pollino.

Continuando a salire troviamo la Chiesa dei SS Pietro e Paolo risalente all’anno 1000, è la chiesa più antica del paese. Al suo interno ancora opere d’arte di Pietro Bernini e Agostino Fusco, un bassorilievo su pietra, un affresco della Madonna delle Grazie ed una preziosa Croce d’argento cesellata con figure realizzata da argentieri napoletani nel 1445.

In cima al paese, sulla punta del “cono”, si ergono infine i resti del castello normanno, il cui nucleo originario venne edificato tra il 1100 ed il 1200 sui resti di una torre romana di avvistamento. Ampliato e ridisegnato nel 1500 per volere del feudatario Sanseverino su somiglianza del Maschio Angioino di Napoli, fu distrutto dai bombardamenti francesi nel 1800 ed andò poi incontro ad una lunga decadenza. Solo negli ultimi decenni è stato recuperato quanto resta delle muraglie, del torrione e di alcuni locali interni, che sono oggi destinati ad eventi culturali.

Morano Calabro

Gastronomia, attività ed escursioni a Morano Calabro

Non si può parlare di un territorio come questo senza legarlo all’esperienza gastronomica. Qui si produce un eccellente olio d’oliva e dei saporitissimi latticini derivanti dalla lavorazione artigianale del latte di pecora: pecorino, ricotta, mozzarelle e caciocavalli. Ma anche insaccarti di maiale e pasta fresca con legumi, stoccafisso con patate e peperoni.

E dopo aver rimpinzato lo stomaco con queste bontà, è tempo di attività all’aperto: Morano fa parte dell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino e tutti i dintorni si prestano a interessantissime escursioni. È possibile praticare trekking con partenza da Campotenese, equitazione nelle aziende agrituristiche, partecipare ad escursioni in mountain bike o a cavallo.
Ultima piccola indicazione: a pochissimi chilometri da Morano si trovano il profumatissimo Parco della Lavanda di Campotenese ed i preziosi ruderi del Monastero di Colloreto.

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