Mini-case, comfort in pochi metri e a costi bassi

Avete mai sentito parlare di mini-case o tiny house? Se non sapete di cosa si tratta affilate bene le orecchie, soprattutto se avete un grande giardino, un terreno boschivo o sul mare e vi piacerebbe avere una sistemazione alternativa alla vostra abitazione principale.
Cosa sono le mini-case?
Si tratta di un nuovo modo di abitare, economico ed ecologico: piccole case di pochi metri quadrati, per lo più prefabbricate (ma molte persone non disdegnano il fai da te attingendo a progetti open source disponibili on line), dotate di tutti ti comfort e che, sebbene piccole, sono così ben organizzate che lasciano buoni spazi di vivibilità interna. Il costo di una mini-casa ovviamente varia in base alla dimensione ed ai materiali, partendo da poche migliaia di euro (il costo di una piccola utilitaria) fino ad arrivare ai 50-60 mila euro per le sistemazioni più grandi, con più camere. Si tratta comunque sempre di un prezzo che non può essere paragonato al costo di un appartamento in città o di una soluzione abitativa classica.
Le mini-case si sono diffuse negli ultimi anni principalmente negli Stati Uniti e solo da poco sono entrate nel mercato europeo (anche IKEA ne ha da poco inserita a catalogo una sua). 

Cosa si può fare con una mini-casa?
Ma chi sceglie di comprare una mini-casa? Le esigenze che questa soluzione va a coprire sono tante: c’è chi compra la sola struttura e la utilizza come “casa rurale”, chi la arreda sistemandola in giardino e la utilizza per gli ospiti o come studio privato, oppure chi ha deciso di utilizzarla come vera e propria seconda casa o casa vacanze, magari vista mare oppure immersa in un bosco.
Quando la metratura è abbastanza ridotta, ecco che vengono proposti anche modelli che possono essere messi su ruote e spostati all’occorrenza, ideali per viaggi itineranti.
Non mancano inoltre quelli che ne hanno usufruito o ne usufruiscono per questioni di emergenza, per esempio quando per un periodo limitato di tempo hanno la propria casa “non agibile” oppure, come è successo durante la pandemia da Covid-19, per avere un luogo confortevole a disposizione durante l’isolamento.

La mini-casa come abitazione principale
Esistono tuttavia esempi di utilizzo di queste soluzioni come abitazioni principali. Negli Stati Uniti stanno sorgendo dei veri e propri villaggi interamente composti da mini-case in legno, piccole e molto vicine le une alle altre. In questo modo vince il senso di comunità e gli abitanti vivono aiutandosi a vicenda nelle piccole come nelle grandi cose.
Certo, vivere in queste case deve essere uno stile di vita, bisogna essere consapevoli che questo comporta un cambiamento nelle proprie abitudini, nel mantenere solo ciò che è strettamente necessario (pensiamo ai guardaroba), allenandosi a saper gestire gli spazi ridotti.
Resta tuttavia una soluzione perfetta per chi vuole sentirsi più libero, spendere poco, avere una casa vacanza sempre disponibile.

Impatto ambientale delle mini-case
Deve inoltre essere sottolineata la sostenibilità di queste piccole abitazioni che hanno spesso un impatto ambientale bassissimo: costruite in legno e altri materiali per lo più riciclati e riciclabili, spesso dotate di pannelli solari per l’energia elettrica, garantiscono delle emissioni ridottissime e si integrano bene con l’eventuale natura circostante.  Sono ottime, dunque, per contrastare piaghe quali l’inquinamento, la cementificazione e la deforestazione.

Admin

Pubblicato il 17/11/2021

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